TERRARIO CON FELCI, MUSCHI E LICHENI

TERRARIO

PER EVITARE DI AVERE ALTRI ESSERI VIVENTI NEL TERRARIO OLTRE CHE LE PIANTE SCELTE, UTILIZZIAMO TERRICCIO DI QUELLO CONFEZIONATO IN SACCHI ACQUISTATO IN UN GARDEN.

CONTRARIAMENTE SE VOGLIAMO INSETTI E/O ALTRE PIANTE CHE POTREBBERO NASCERE DA SEMI, UTILIZZIAMO TERRA O TERRICCIO RACCOLTO IN GIARDINO O NEL BOSCO, MA ANCHE LETAME E COMPOST.

DOVREMO UTILIZZARE PIANTE CHE NON NECESSITANO DI SOLE DIRETTO, MA QUELLE CHE VIVONO IN AMBIENTE LUMINOSO O POCO LUMINOSO, IN AMBIENTI BAGNATI O UMIDI PERCHE’ ALL’INTERNO DEL TERRARIO TROVERANNO UN CLIMA TROPICALE.

SE UTILIZZEREMO UN CONTENITORE ALTO, POSSIAMO PERMETTERCI DI UTILIZZARE DIVERSI STRATI DI DRENAGGIO E PIU’ PRECISAMENTE PARTENDO DAL BASSO:

  • GRANIGLIA MEDIA (anche di diversi colori e spessore, per creare una
  • GRANIGLIA PICCOLA stratificazione piacevole alla vista che ci ricorda

    anche quelle geologiche)

  • CARBONE
  • TESSUTO NON TESSUTO da ritagliare della larghezza del contenitore, per evitare che il substrato crolli sul drenaggio.
  • IL TERRICCIO dovrebbe riempire non più di 1/3 dell’altezza del contenitore
  • PIANTE
  • ACQUA aggiungerla una sola volta per irrigare
  • mettere il terrario in ZONA LUMINOSA ma MAI al sole diretto, si cuocerebbero le piante.
  • TEMPERATURA COSTANTE

Dopo pochi giorni comincerà il ciclo di auto irrigazione e la condensa all’interno sul vetro è il giusto segnale.

PERCHE’ FARE UN TERRARIO?

IL PERIODO INVERNALE, DOPO LE PULIZIE D’OBBLIGO DEL GIARDINO, DIVENTA UNA STAGIONE ‘MORTA’ PER I ‘GIARDINIERI’ CHE SONO

COSTRETTI A RIMANERE IN CASA SENZA POTERSI DEDICARE AL PROPRIO PASSATEMPO PREFERITO.

COSA FARE IN ALTERNATIVA IN ATTESA DI FINE FEBBRAIO, INIZIO MARZO, PERIODO DI INIZIO DELLE ATTIVITA’ CON LA POTATURA DELLE ROSE?

NON SO SE STA DIVENTANDO DI MODA, COME ERA SUCCESSO NELL’800 QUANDO IN TUTTE LE VILLE E NELLE CASE DEI BENESTANTI, SOPRATTUTTO NELL’INGHILTERRA VITTORIANA, FACEVANO SFARZO LE WARDIAN CASES, CONTENITORI IN VETRO, LEGNO E METALLO DOVE VENIVANO COLTIVATE SOPRATTUTTO LE FELCI MA ANCHE TANTE PICCOLE PIANTE ESOTICHE.

QUELLO CHE VI VOGLIO PROPORRE STASERA E’ L’ALLESTIMENTO DI PICCOLI O GRANDI TERRARI, DEI CONTENITORI IN VETRO AL CUI INTERNO POTREMO COLTIVARE MOLTISSIME PIANTE MA SOPRATTUTTO LE COSIDETTE PIANTE MINORI DELLA FLORA E CIOE’ FELCI, MUSCHI E LICHENI, PIANTE CHE, IN PARTICOLARE LE ULTIME DUE PASSANO DI SOLITO INOSSERVATE ANCHE AGLI INCALLITI GIARDINIERI COME SIAMO NOI, ANZI SPESSO SONO PROPRIO REITTE.

MA NON POSSO COMINCIARE A PARLARVI DI TERRARI SENZA PRIMA NON DARE UNO SGUARDO SUPERFICIALE A QUESTE 3 CLASSI DI PIANTE CHE ASSIEME AD ALTRE 2 DI CUI NON PARLERO’ STASERA, FANNO PARTE DELLA DIVISIONE DELLE PTERYDOPHYTE.

FELCI

SONO PIANTE AD ORGANIZZAZIONE CORMOIDE E CIOE’ SONO DOTATE DI RADICI- FUSTO-FOGLIE COME LA MAGGIOR PARTE DELLE SPERMATOPHYTE E A CUI ASSOMIGLIANO NOTEVOLMENTE NELLA STRUTTURA ESTETICA (PIANTE ERBACEE, CESPUGLI E ALBERI).

SOTTO IL PUNTO DI VISTA DELLA RIPRODUZIONE HANNO UN CERTO LEGAME CONE LE BRIOPHYTE (MUSCHI) A CAUSA DELL’ALTERNANZA DELLE GENERAZIONI.

IL FUSTO, CHE IN MOLTI CASI E’ UN RIZOMA (QUANDO E’ SOTTERRANEO O SUPERFICIALE) HA TESSUTI VASCOLARI, QUINDI, ALL’INTERNO, VI E’ IL FLUSSO DI ACQUA E SALI MINERALI (XILEMA)E PRODOTTO DELLA FOTOSINTESI (FLOEMA).

PORTAMENTO ARBOREO – FUSTO/STELO VERTICALE (ES.FELCI ARBOREE)

PORTAMENTO ERBACEO – FUSTO/RIZOMA ORIZZONTALE SOTTERRANEO O SUPERFICIALE (MAGGIOR PARTE DELLE FELCI)

LE RADICI CRESCONO LATERALMENTE DAL RIZOMA OLTRE ALL’ASSORBIMENTO DELLE SOSTANZE NEL TERRENO, SERVONO PER ANCORARE LA PIANTA.

LE FOGLIE SONO MOLTO DIVERSE SIA PER FORMA CHE PER DISPOSIZIONE, E QUANDO HANNO UN ACCRESCIMENTO SECONDARIO O TERZIARIO FORMANO DELLE FRONDE CON DIMENSIONI ANCHE NOTEVOLI.

POSSONO ESSERE DISPOSTE SINGOLARMENTE O A ROSA.

CI SONO FELCI CON FOGLIE SIA ASSIMILATRICI CHE RIPRODUTTRICI DI SPORE, MA ANCHE FELCI CHE HANNO FOGLIE ASSIMILATRICI DISTINTE DALLE FOGLIE RIPRODUTTRICI DI SPORE.

LE GIOVANI FOGLIE ESCONO DAL TERRENO CHE HANNO L’ESTREMITA’ ARROTONDATA SULLA PAGINA SUPERIORE (PREFOGLIAZIONE CIRCINNATA O PASTORALE)

IN GENERE LE FOGLIE SONO PINNATE , CIOE’ DIVISE IN PINNULE O PINNE (UNA ECCEZZIONE E’ IL PHYLLITIS SCOLOPENDRUM O LINGUA CERVINA)

LE FELCI VIVONO IN ZONE UMIDE E OMBREGGIATE (UNICA ECCEZZIONE NOSTRANA E’ CETERACH OFFICINARUM CHE SI E’ ADATTATA A VIVERE IN AMBIENTI SICCITOSI GRAZIE AL RIVESTIMENTO DI SQUAME E PELI SULLE FRONDE)

ZONE TROPICALI:TANTISSIME FELCI GRAZIE A CALDO E UMIDITA’

ZONE TEMPERATE: MOLTE MENO

ZONE A CLIMA FREDDO: POCHE DECINE DI SPECIE.

ZONE DI INSEDIAMENTI URBANI E TERRE COLTIVATE: POCHISSIME FELCI (ECCEZZIONE L’ASPLENIUM RUTA-MURARIA E L’ASPLENIUM TRICHOMANES CHE VIVONO SUI MURI UMIDI)

MUSCHI

I MUSCHI NON SONO NE’ DELLE CORMOFITE (CON FUSTI-RADICI-FOGLIE), NE’ DELLE TALLOFITE COME I LICHENI (CHE HANNO IL TALLO ANZICHE’ FUSTI-RADICI-FOGLIE), MA SONO IN UNA SITUAZIONE DI TRANSIZIONE FRA CORMOFITE E TALLOFITE, INFATTI HANNO FUSTI E FOGLIE MA NON HANNO RADICI IN SENSO STRETTO.

LA CLASSE MUSCI E’ DIFFUSA OVUNQUE CON PIU’ DI 20000 SPECI CHE SONO DIFFICILMENTE IDENTIFICABILI SE NON UTILIZZANDO LENTI E MICROSCOPI E ASSIEME AI LICHENI SI SPINGONO NELLE REGIONI TERRESTRI PIU’ ESTREME SIA DI LATIDUINE CHE ALTITUDINE E PER SCARSITA’ DI LUCE (MUSCHI CAVERNICOLI)

LA CRESCITA DEI MUSCHI AVVIENE DALLA CELLULA APICALE E LE FOGLIE NASCENDO SI DISPONGONO A APIRALE O SU DUE FILE.

IN PERIODI DI SICCITA‘ LE FOGLIE SI PIEGANO UNA CONTRO L’ALTRA VERSO L’ALTO LASCIANDO ESPOSTA LA PAGINA INFERIORE CHE E’ PIU’ ROBUSTA E PROTETTA.

I CUSCINI MUSCHIOSI NEI BOSCHI (E LO SFAGNO NELLE PALUDI) IMMAGAZZINANO GRANDI QUANTITA’ DI ACQUA SVOLGENDO UN RUOLO EQUILIBRATORE NEL BILANCIO IDRICO NELL’AMBIENTE (IN CASO DI FORTI PIOGGE EVITANO IL DILAVAMENTO E ACCUMULANO ACQUA CHE VIENE DISTRIBUITA NEI MOMENTI DI SICCITA’). LO SFAGNO TRATTIENE L’ACQUA NELLE PALUDI E NEI MILLENNI PORTA ALLA FORMAZIONE DI GRANDI TORBIERE.

ALCUNI MUSCHI SONO RESISTENTI ALL’ELEVATO CALORE E SICCITA’ E COLONIZZANO LE ROCCE MOLTO ESPOSTE. COSI’ COME I LICHENI POSSONO SOPRAVVIVERE A TEMPERATURE DI +70° C. E VIVERE ESSICATI IN UNO STATO DI VITA LATENTE PER ANCHE 14 ANNI.

NELLE FORESTE PLUVIALI I MUSCHI DIVENTANO SUGLI ALBERI DELLE ENTITA’ GIGANTESCHE E NON HANNO MAI UN RAPPORTO PARASSITARIO CON LA PIANTA, ANCHE SE A VOLTE PUO’ OSTACOLARE IL RICAMBIO DI ARIA E L’UMIDITA’ NELLA CORTECCIA.

LA MAGGIOR PARTE DELLE SPECIE DI MUSCHI SI E’ ADATTATO AD UN CERTO GRADO DI ACIDITA’ DEL SUBSTRATO. GLI SFAGNI PREDILIGONO AMBIENTI ACIDI (pH 3-4) MENTRE LE SPECIE DEL GENERE CRATONEURON CRESCONO IN ACQUE BASICHE E CALCAREE.

ABBIAMO DETTO CHE NELLA RIPRODUZIONE SONO SIMILI ALLE FELCI, AVENDO UN’ALTERNANZA DI GENERAZIONI ANCHE SE INVERSA RISPETTO A QUESTE, PER I MUSCHI LA GENERAZIONE APLOIDE GAMETOFITICA DOMINA SU QUELLA DIPLOIDE SPOROFITICA.

ESISTE PER I MUSCHI ANCHE UNA MOLTIPLICAZIONE VEGETATIVA CHE PUO’ AVVENIRE NELLE DIVERSE PARTI DELLA PIANTA: FUSTICINO, FOGLIOLINE E RIZOIDI CHE STACCANDOSI DALLA PIANTA SVOLGONO LA FUNZIONE RIPRODUTTIVA. QUESTO CI FACILITA LA POSSIBILITA’ DI RIPRODURRE IL MUSCHIO NEL NOSTRO GIARDINO, METTENDOLO IN UN FRULLATORE ASSIEME A DELLO YOUGURT. UNA VOLTA FRULLATO PER BENE PUO’ ESSERE SPENNELLATO SULLE SUPERFICI DOVE LO VOGLIAMO VEDERE CRESCERE (ES. VASI, PAVIMENTAZIONI, LEGNI ETC.)

LICHENI

DERIVANO DA UN FENOMENO BIOLOGICO DI SIMBIOSI FRA FUNGHI E ALGHE (SIMBIONTI). PIU’ DI 17000 FUNGHI ASCOMICETI IN MAGGIORANZA E FUNGHI BASIDIOMICETI MOLTO POCHI POSSONO COMBINARSI CON ALGHE AZZURRE O ALGHE VERDI.

I FUNGHI CHE VIVONO NEI LICHENI SONO PREPONDERANTI E VIVONO SOLO IN SIMBIOSI CON LE ALGHE, NON SINGOLARMENTE.

LE ALGHE INVECE POSSONO ESSERE ANCHE INDIPENDENTI, MA DIFFICILMENTE SONO PREPONDERANTI NELLA SIMBIOSI.

NELLA CLASSIFICAZIONE SISTEMATICA DEI LICHENI SI FA RIFERIMENTO SOLO AI FUNGHI ESSENDO APPUNTO QUESTI PREPONDERANTI.

LA SIMBIOSI, E’ UNA FORMA DI VITA IN COMUNE DI 2 ORGANISMI VANTAGGIOSA PER ENTRAMBI”

QUESTA SIMBIOSI PERMETTE DI VIVERE I FUNGHI E LE ALGHE IN CONDIZIONI ESTREME DOVE NON POTREBBERO VIVERE ALTRIMENTI.

SI TRATTA DELLA COSIDETTA SIMBIOSI PER FAME PERCHE’ VIVENDO IN CONDIZIONI ESTREME ENTRANO IN SIMBIOSI PER NUTRIRSI L’UN L’ALTRO.

TALLO LICHENICO:

LICHENI CROSTOSI: IL TALLO E’ APPIATTITO, ADERENTE AL SUBSTRATO

LICHENI FOGLIOSI: IL TALLO E’ APPIATTITO MA ATTACCATO SOLO IN CERTI PUNTI AL SUBSTRATO

LICHENI FRUTICOSI: IL TALLO HA LOBI STRETTI, LINEARI E RAMIFICATI

SOPRA AL SUBSTRATO:

LICHENI EPILITICI: VIVONO SU ROCCE E SASSI

LICHENI EPIFIFI: VIVONO SU CORTECCE

LICHENI EPIFILLI: VIVONO SU FOGLIE

DENTRO AL SUBSTRATO:

LICHENI ENDOLITICI: VIVONO NELLO SPESSORE DELLE ROCCE

LICHENI ENDOFITICI: VIVONO DENTRO LA CORTECCIA DELLE PIANTE

NEI LICHENI LA RIPRODUZIONE SESSUALE AVVIENE SOLTANTO NEL FUNGO, MENTRE L’ALGA SI RIPRODUCE SOLTANTO VEGETATIVAMENTE, PER CUI PER IL LICHENE LA RIPRODUZIONE SESSUALE E’ MOLTO SVANTAGGIOSA E ASSAI RARA.

LA RIPRODUZIONE DEI LICHENI AVVIENE PRINCIPALMENTE PER PROLIFERAZIONE DEI FRAMMENTI, IN QUANTO, ALLO STATO SECCO I LICHENI SONO MOLTO FRAGILI E QUINDI SI SPEZZANO FACILMENTE QUANDO PER ESEMPIO LI PESTIAMO: OGNI FRAMMENTO CONTIENE ENTRAMBI I SIMBIONTI E PUO’ QUINDI DARE ORIGINE AD UN NUOVO LICHENE.

I LICHENI SONO MOLTO RESISTENTI E LONGEVI E COLONIZZANO LUOGHI DALLE CONDIZIONE DI VITA ESTREME COME PER ESEMPIO IN ANTARTIDE O NEI GHIACCIAI DI MONTAGNA COLONIZZANDO LE ROCCE LIBERE DAL GHIACCIO. LI TROVIAMO ANCHE NEI DESERTI, SULLA RIVA DEL MARE NELLA ZONA DEI FRANGENTI, E SULLE LAVE VULCANICHE RAFFREDDATE. INFATTI TOLLERANO QUESTE CONDIZIONI ESTREME PERCHE’ POSSONO PASSARE VELOCEMENTE DA UNO STATO DI VITA ATTIVA AD UNO STATO DI VITA LATENTE: ESSENDO IL TALLO POCO PROTETTO PERDE VELOCEMENTE GRAN PARTE DELLA SUA ACQUA E QUINDI LA RESPIRAZIONE E LA FOTOSINTESI DIMINUISCONO E IN QUESTO STATO DI VITA LATENTE (STATO SECCO) ALCUNI LICHENI POSSONO RESISTERE FINO A -196° C E A + 100° C. LA MAGGIOR PARTE DEI LICHENI RESISTE BENE A -20° C E +70° C. ALLO STATO UMIDO SONO ATTIVE LE FUNZIONI VITALI E QUINDI SI DANNEGGIANO FACILMENTE.

IN CERTE CONDIZIONI I LICHENI POSSONO ESSERE VITALI SOLO PER POCHI ORE O MINUTI NELL’ARCO DELLA GIORNATA, PER ESEMPIO NEL MOMENTO DELLA RUGIADA DEL MATTINO (ESEMPIO ESTREMO IL DESERTO).

NONOSTANTE PSSONO VIVERE IN CONDIZIONI ESTREME, RIMANE PER I LICHENI UN GROSSO PROBLEMA IL RIFORNIMENTO DI ACQUA, PER CUI LI TROVEREMO SOPRATTUTTO IN ZONE CON ALTA UMIDITA’ ATMOSFERICA DOVE NON SONO MINACCIATI DALLA RAPIDA ESSICAZIONE (ZONE A CLIMA OCEANICO E IN ALTA MONTAGNA).

      • NEI CLIMI FREDDI VIVONO QUASI ESCLUSIVAMENTE LICHENI EPILITICI (CHE VIVONO SULLE ROCCE)

  • NEI CLIMI CALDI SONO DOMINANTI I LICHENI EPIFITICI (CHE VIVONO SU CORTECCE DEGLI ALBERI)

  • NEI CLIMI CALDO UMIDI (FORESTA TROPIACALE) TROVIAMO ANCHE I LICHENI EPIFILLI (CHE VIVONO SU FOGLIE)

I LICHENI SONO LE PIANTE PIONIERE PERCHE’ COLONIZZANO PER PRIME LE SUPERIFICI NUDE DELLE ROCCE (ES. LAVA), CHE GRAZIE ALLA LORO CAPACITA’ PENETRATIVA COMINCIANO A DISGREGARSI E CORRODERSI IN SUPERFICE DOVE SI FORMANO PICCOLE AFFRATTUOSITA’ CHE SI RIEMPIONO UN PO’ ALLA VOLTA DI HUMUS FORMATO DAGLI STESSI LICHENI CHE DIVENTA UN OTTIMO SUBSTRATO PER LA GERMINAZIONE DELLE SPORE DEI MUSCHI. LA COLONIZZAZIONE DELLE ROCCE, DOPO QUELLA DEI LICHENI E DEI MUSCHI, PROCEDERA’ CON L’ARRIVO DELLE ERBACEE E SI CONCLUDERA’ CON L’INSEDIAMENTO DEGLI ALBERI.